“Di lavoro, leggo”: si torna in pista!

Se penso a Di Lavoro, leggo mi viene in mente innanzitutto il vortice di nomi e storie che ho raccolto durante il periodo delle iscrizioni, nel mio ruolo di organizzatrice e tutor del workshop.

È stato lì che ho capito che c’era qualcosa di davvero inedito in questo esperimento: a rispondere all’appello erano proprio le persone che avevamo immaginato come destinatari mentre progettavamo il corso. Librai, bibliotecari, blogger, collaboratori editoriali, insegnanti, lettori forti, insomma, quella “terra di mezzo” (così l’ha battezzata Fabio Cremonesi) di operatori culturali in varie vesti che mettono al centro delle proprie attività l’esperienza di lettura. Le lettere di presentazione, i curricula che sono arrivati alla casella di posta dei Lettori NN mi hanno portato per mano in quella terra di mezzo – che è anche un po’ la mia e che forse è o è stata la terra di tutte le persone che abitano il mondo della cultura – fatta di qualifiche, studio, fantasia, progetti, creatività e spesso, però, di poco riconoscimento che porta a fare lavori diversi da quello sognato, e pure a provare a infilare anche lì, nei luoghi e modi più impensabili, la propria passione.

Quei nomi e quelle storie poi, il 6 ottobre a Cavriana, si sono trasformati in volti, in mani da stringere, in voci, in sorrisi e domande. È a quel punto che Di lavoro, leggo è andato oltre le conferme, oltre le aspettative e si è trasformato in qualcosa di incredibile e stupefacente.

Il primo passo verso il riconoscimento delle professionalità che sono al centro del workshop ha preso la forma magnifica del “riconoscersi”: riconoscersi nelle passioni, nelle letture, nelle affinità e nelle differenze, riconoscersi come potenziali collaboratori, costruttori di progetti condivisi e interlocutori. Abbiamo iniziato a parlarci tutti, indistintamente – coordinatori, docenti, iscritti – come parte di una comunità di simili, perché simili sono gli ostacoli, le soluzioni, i desideri e le possibilità. Ci si parlava durante i pranzi, i coffee break, nei corridoi, durante le lezioni e nei laboratori, in stanza prima di dormire e al bar a colazione. Si è iniziato a parlare e non si è più smesso: il filo rosso che si è creato sta continuando a svolgersi da un gomitolo che pare senza fine.

I pareri di lettura di Sara Sullam, le pillole di saggezza sulla comunicazione culturale di Chiara Beretta Mazzotta, i consigli del libraio Davide Ferraris su come gestire un pubblico o un gruppo di lettori: tutto questo ha interagito dando vita a un ingranaggio perfetto, fatto di sinergie, condivisione unite dallo spassoso e smaliziato coordinamento di Fabio Cremonesi.

Già da questa prima edizione stanno nascendo molte iniziative e relazioni professionali; qualche esempio? La rubrica di Francesca Zambito si è aggiunta al blog di Cinzia Orabona, Libri in musica; la rassegna di incontri Pagine fragili, ideata da Mattia Tortelli e iniziata sabato 11 novembre in un bistrò di Milano, tra letteratura, arte e poesia; Giorgio Santangelo, nella sua libreria bolognese “La confraternita dell’uva”, il 7 dicembre metterà a frutto tutti i consigli di Davide Ferraris, ospitando Igoni Barrett in un incontro moderato da Marcello Fois, e infine Mavis Toffoletto sta dando vita a un gruppo di lettura nella casa circondariale di Trieste.

L’entusiasmo che accompagna queste iniziative ci ha fatto capire che non c’è tempo da perdere e che “Di lavoro, leggo” può innescare altre luminosissime scintille.

Francesca Gambarotto, una delle corsiste, qualche settimana dopo la conclusione del workshop, ha scritto: “quando vi capita di guardare una ballerina di danza classica muoversi con leggerezza e grazia sul palco di un teatro vi sembra che le riesca tutto facile e naturale. Il sudore e la fatica sono rimasti dietro le quinte, nei duri allenamenti, nei calli dei piedi. E se davvero si ama la danza, si è disposti a qualsiasi sacrificio pur di raggiungere, o almeno avvicinarsi, a quel risultato. Il corso “Di lavoro, leggo” è la prima ballerina della lettura”.

Dunque balliamo ancora: la pista da ballo è la stessa (la suggestiva Villa Mirra), così la squadra.

Il nostro nuovo appuntamento è fissato per il weekend del 13-15 aprile, a Cavriana, al costo complessivo di € 350,00. La proposta didattica si riconferma nell’articolazione in tre moduli:

1. BLOG, RIVISTE E SOCIAL: DECLINARE I CONTENUTI SUI DIVERSI MEDIA a cura di Chiara Beretta Mazzotta

2. LIBRERIE, BIBLIOTECHE E GRUPPI DI LETTURA: SCEGLIERE, PRESENTARE E CONSIGLIARE I LIBRI A UN PUBBLICO DI RIFERIMENTO a cura di Davide Ferraris

3. LA VALUTAZIONE DEGLI INEDITI: UN PROGETTO EDITORIALE PER UNA COMUNITÀ DI LETTORI a cura di Sara Sullam

Per i dettagli sulla didattica rimandiamo al post che avevamo dedicato alla prima edizione del corso.

I partecipanti assisteranno alle lezioni teoriche di tutti e tre i moduli, ma seguiranno uno solo dei tre laboratori pratici, da scegliere in base alle proprie aspirazioni e competenze.

Vorreste frequentare più di un laboratorio? Nessun problema: per darvi l’imbarazzo della scelta stiamo lavorando ad alcune giornate cittadine che si svolgeranno a Milano, di sabato, e che potranno integrare il percorso formativo. Ai tre moduli del workshop aggiungeremo, inoltre, un percorso ad hoc per i gruppi di lettura. Presto vi daremo altri aggiornamenti!

Per iscriversi è necessario inviare una mail all’indirizzo lettorinn@nneditore.it allegando un curriculum e/o una breve lettera di presentazione che risulteranno utili in fase di selezione.

Le selezioni apriranno il 15 dicembre e chiuderanno il 15 febbraio.

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